Dettagli

Data :
02/03/2020
Ora :
21:00

Descrizione

In occasione del capodanno iraniano, la Corte dei Miracoli e Mohsen Sariaslani organizzano una rassegna cinematografica dedicata a Jafar Panahi, il più importante regista iraniano contemporaneo. A partire dal 2 marzo, tutti i lunedì alle ore 21, sarà proiettata una pellicola ad ingresso gratuito.

Lunedì 2 marzo
FILM #1 – 1995
Una bambina di Teheran esce di casa per comprare un pesciolino rosso, ma lungo la strada perde l’unica banconota che aveva con sé.

Lunedì 9 marzo
FILM #2 – 1997
Per la prima volta da quando va a scuola la piccola Mina alla fine delle lezioni non trova ad attenderla la madre, che l’aveva sempre riaccompagnata a casa. Decide allora di avviarsi da sola e sale su un bus, ma non è quello giusto…

Lunedì 16 marzo
FILM #3 – 2000
Otto storie diverse, apparentemente frammentarie, di donne a Teheran il cui cammino si incrocerà drammaticamente al termine chiudendo il Cerchio. Otto donne costrette in qualche modo a nascondersi, a fuggire, ad eludere una colpa per un “reato” che non hanno commesso ma che una società “rigida” impone loro di espiare.

Lunedì 23 marzo
FILM #4 – 2003
A Teheran, due amici, Ali e Hussein vivono di espedienti, bramando un’agiatezza per loro impossibile. Hussein sviluppa una vera ossessione per la ricchezza, e decide infine di rapinare una gioielleria.

Lunedì 30 marzo
FILM #5 – 2006

Allo Stadio Azadi si gioca la partita di calcio tra la nazionale iraniana e la rappresentativa del Bahrain, valida per le qualificazioni al campionato del mondo. Nel paese il regime impedisce alle donne di assistere a manifestazioni sportive ma, nonostante il divieto, un gruppo di sei tifose decide comunque di seguire la partita andando allo stadio travestite da uomini.

Lunedì 6 aprile
FILM #6 – 2015

Donne e uomini, ricchi e poveri, delinquenti e gentiluomini scendono e salgono dal taxi dell’inesperto autista Panahi, raccontando tra risate e emozioni l’Iran di oggi e ricordando che un taxi a Teheran è prima di tutto un mezzo di comunicazione.

Lunedì 20 aprile
FILM #7 – 2018
L’attrice Amin Jafari e il regista Jafar Panahi ricevono un video girato con uno smartphone in cui una ragazza che vive in un paese sperduto nel Nord-Ovest dell’Iran minaccia il suicidio perché i suoi sogni di fare l’attrice sono ostacolati dalla famiglia e dalla gente del villaggio anche se lei ha superato il difficile esame di ammissione all’Accademia. I due partono in auto per andare a verificare l’accaduto e avranno a che fare con persone ed eventi che fanno da cornice al difficile percorso della ragazza verso Teheran e la realizzazione del suo desiderio di diventare attrice.

INGRESSO GRATUITO

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“Io non comprendo l’accusa di oscenità diretta ai classici della storia dei film, né capisco il crimine di cui sono accusato. Se queste accuse sono vere, voi non state mettendo sotto processo solo noi ma il cinema iraniano socialmente impegnato, umanistico e artistico, un cinema che prova a stare aldilà del bene e del male, un cinema che non giudica, né si arrende al potere o ai soldi ma prova a riflettere onestamente un’immagine realistica della società”.  Questo è uno stralcio del discorso di difesa processuale di Jafar Panahi, uno dei più influenti registi della Nouvelle Vague iraniana, condannato a sei anni di carcere e a venti di proibizione di dirigere, scrivere e rilasciare ogni forma di intervista con i media stranieri, nonché il veto di non poter lasciare l’Iran. Quest’uomo, che ha una ricca filmografia di successo alle spalle, non è solo un regista cinematografico: è il Cinema Iraniano. E lo è sempre stato. Le sue pellicole sono sincere, fragili, profondamente coinvolte da ciò che racconta. Ma ciò che racconta sembra importargli molto più della sua stessa vita.

Lo stile di Panahi è asciutto, dall’andamento simile a quello di una dolente ballata, una processione che si svolge in una terra priva di libertà. Pattugliato e minacciato dai mastini del regime fondamentalista fino ai confini dei diritti umani, Panahi racconta tutto il suo mondo, i suoi drammi, nella speranza che la frontiera, sia essa americana, italiana, francese o tedesca, comprenda come quel paesaggio ricco di pianure sterminate e friabili nasconde una povertà ben più grave di quella fisica: quella intellettuale. Con pietosa sorpresa, questo riconosciuto teorico cinematografico a livello mondiale, osannato dal Festival di Venezia e Berlino, si scontra con il mondo reale nel quale vive. Alla dittatura iraniana non piace il suo stile narrativo, non piace che intrecci traiettorie di vite assai difformi, non piace che innervi realtà e fantasia e sogna che la sua massiccia presenza artistica si spenga velocemente, mentre invece ha creato un sottofondo di luce e materia che assedia ogni regista che si mette di fronte a una cinepresa. Rifiutando una scorticata e nevrotica inermità, Jafar Panahi non risparmia la sua voce e urla a pieni polmoni la sua necessità di viaggiare ancora attraverso il cinema, di continuare il suo itinerario di lutto e avventura, facendo di se stesso la rappresentazione di quel fastidio che un ossessivo, cupo, ottuso e determinato regime vuole togliere di mezzo.

 

Eventi

03 Mar

Cena Solidale

07:00 PM

L’appuntamento rappresenterà un ulteriore momento di aggregazione e associazionismo, con il bar aperto per fare aperitivo e a seguire cena solidale.

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02 Lun

Gioco di Corte – serata ludica

07:00 PM

Ogni lunedì, dalle 19:00 alle 24:00 potrete passare una serata dedicata al gioco da tavolo ed al divertimento all’interno degli spazi delle Corte dei Miracoli.

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29 Sab

▲THE OCCASIONALS▲live @Corte dei Miracoli

10:00 PM

Il genere che caratterizza la musica degli Occasionals è essenzialmente quello della “world music”, con notevoli influenze che spaziano dal Folk al Rock, passando per lo Ska.

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28 Ven

Inaugurazione mostra “Trascedenza” di Sofia Bracamontes

07:00 PM

Sofia utilizza la pittura come mezzo per riflettere sui confini che ci reggono sia materialmente (le leggi della nostra realtà fisica spazio-temporale) che quelli della nostra natura umana (sensi, gerarchie, significati). Come se abitassimo in una sfera di territorio conosciuto, lei cerca di avvicinarsi e palpare la membrana che lo contiene.

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