
Osteria dei Miracoli con La Serpe d’Oro
UNA SERA ALL’OSTERIA DEI MIRACOLI con LA SERPE D’ORO
“Rivendicazioni sociali, dissidi amorosi e racconti dolenti: la cultura sommersa e ruvida della Toscana.”
Giovedì 18 Giugno, il cortile della Corte dei Miracoli cambia veste. I tavoli si apparecchiano, i bicchieri si riempiono e lo spazio si trasforma per una notte in una vera e propria osteria conviviale.
Uniremo una Cena Tipica Toscana a uno spettacolo unico, un percorso etno-antropologico tra musica e teatro guidato da La Serpe d’Oro. Dimenticate le versioni bucoliche o da cartolina: mescolando strumenti acustici ed elettrici, ci restituiranno la vera anima, spesso pungente e ironica, del canto popolare toscano.
️ IL MENÙ DELLA SERATA:
La nostra cucina vi delizierà con un menù pensato per celebrare la tradizione:
Pappa al pomodoro con crema di pecorino
Gnudi al sugo dell’orto
Peposo con patate prezzemolate
L’intera cena sarà accompagnata dall’esibizione dal vivo della band, per un’esperienza immersiva tra cibo, vino e racconti.
Dove: Corte dei Miracoli, Via Roma 56 – Siena
Quando: Giovedì 18 Giugno
⏰ Orario: Ore 20:30
️ Ingresso con cena: 25 euro
⚠️ Prenotazione obbligatoria: Scrivi a prenotazionieventi@lacortedeimiracoli.org
Vi aspettiamo per una serata di pane, vino, musica e parole sincere.
Chi è La Serpe d’Oro?
Nata ispirandosi all’immenso lavoro di recupero di Caterina Bueno, La Serpe d’Oro è una formazione musicale dedicata alla ricognizione e alla rielaborazione dei canti popolari toscani.
Il loro obiettivo non è proporre un folk “da cartolina” o rassicurante, ma scavare in quella che Gramsci definiva la cultura sommersa: un patrimonio fatto di rivendicazioni sociali, storie d’amore travagliate, racconti dolenti e stornelli licenziosi. L’approccio della band non è museale o puramente conservativo. Al contrario, mescolando strumenti acustici a suoni elettrici, e intrecciando la musica al teatro di narrazione, scelgono di interpretare (e all’occorrenza “tradire”) la tradizione, per restituirle la sua energia più vera, graffiante e contemporanea. Un viaggio nell’anima più autentica, e talvolta amara, dell’umorismo toscano.